26 Settembre 2022

Lo sbirro di smeraldo

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Lanterna Verde di Grant Morrison

Per parlare della prima stagione – così hanno deciso di suddividere i volumi DC e Panini comics – di Lanterna Verde bisognerebbe, prima di tutto, conoscere l’autore: Grant Morrison!

In seguito ad alcuni lavori su pubblicazioni minori o di nicchia per la Casa delle idee, viene arruolato nel 1987 dalla Distinta Concorrenza che dopo i successi inanellati da Alan Moore (Watchmen, V for Vendetta, From Hell) stava cercando nuovi talenti britannici, dando così il via alla celebre invasione britannica. Il suo primo compito fu quello di rinnovare un eroe caduto nel dimenticatoio: Animal man, l’eroe in grado di comunicare ed assorbire le capacità del regno animale che lo circonda. La mente attivista di Grant lo porta subito a trasformare questo buffo eroe in un crociato dei diritti degli animali e sfonda la quarta parete mettendosi faccia a faccia con la sua creazione rivelandogli la sua natura di fumetto, causando così la crisi d’identità più surreale mai vista.

In seguito lavora su testate come Doom patrol e scrive una graphic novel su Batman (Arkham asylum: una folle dimora in un folle mondo) ottenendo la piena attenzione del pubblico di massa; è nel 1990 però, appena 30enne, che si afferma come il più grande scrittore in attività pubblicando sotto l’egida della Vertigo (divisione della DC comics per i fumetti considerati alternativi) The Invisibles! Fantapolitico orwelliano dalle tinte psichedeliche, Invisibles diventa da subito una hit assoluta e consacra definitivamente Morrison come il metanarratore per eccellenza in un viaggio lungo 10 anni di quello che si può considerare un enorme delirio lucido.

Dopo questa esaustiva summa della storia e gloria di Grant Morrison, penso sia chiaro anche a chi non lo conoscesse che non ci troviamo di fronte al solito grande nome da maxievento picchiaduro in tuta spandex, bensì di fronte ad una persona che ha reso il proprio nome sinonimo di decostruzione e rivisitazione.

Hal Jordan è forse da sempre il supereroe DC che più di tutti incarna l’archetipo dell’eroe a fumetti: vive grandi avventure sia in solitario sia in team-up con uno o più supereroi (Flash e Freccia Verde se non tutta la JLA al completo), è un gran mattacchione che sconfigge i propri nemici usando l’anello del potere per far apparire guantoni da boxe, mazze da baseball, martelli e palle da bowling giganti e fa un po’ tutto di testa sua nonostante faccia parte di un corpo di polizia intergalattico. Ed è qui che Grant si concentra: un corpo di polizia. In tutti questi anni nessun autore si è mai concentrato su questo aspetto, distratti ovviamente dalle infinite possibilità che galassie e pianeti alieni offrivano sarebbe stato quasi sciocco creare l’ennesimo supersbirro da affiancare al più grande detective del mondo (Batman) e ad un vero e proprio membro dell’unità investigativa di Central city (Barry Allen, Flash)…giusto? Beh sì, giusto. Grant tratta sì Hal come un poliziotto (testa calda, ovviamente) ma mantenendo sempre il focus su avventure fantascientifiche ai confini di spazio, tempo e realtà. Ed è qui che cominciano i veri problemi…

Se non avete mai letto un’opera di Morrison (escludendo la sua run su Batman dal 2006 al 2013, la sua opera più “lineare”) vi sentirete spesso confusi e tornerete indietro con le tavole di continuo, perché il viaggio che Hal si trova a compiere è quanto di più surreale si potesse chiedere a Morrison e in questo è stato decisamente dall’incredibile – e sottovalutatissimo – talento di Liam Sharp, che con le sue tavole prende il lettore per l’attaccatura dei capelli e lo trascina violentemente in quel delirio insieme ad Hal passando da uno stile all’altro (a seconda del contesto) in maniera talmente naturale ed organica da essere quasi…giusto!

“Un momento…cambia stile a seconda del contesto?! Che significa? Non è un’avventura nello spazio?”

Beh sì e no! La trama principale – della quale non vi dirò alcun dettaglio perché sarebbe come mostrarvi una goccia per descrivervi un maremoto – si svolge nello spazio, ma questa prima stagione è anche una lunghissima lettera d’amore alla Silver age ed al genere di storie che l’hanno resa ciò che tutti noi abbiamo amato. Quindi potremmo tranquillamente passare da un Hal su un pianeta morente che lotta per la salvezza ad un ricordo di Hal di pattuglia con il suo best buddy Lanterna Verde per le vie di Star city; confusi? Anche io, tranquilli…è Morrison!

Ho atteso a lungo il ritorno di Morrison su un personaggio DC e questo Lanterna Verde è stato una piacevole sorpresa per un lettore più che saltuario del cavaliere di smeraldo (il mio ultimo serio approccio con lui risale a Nel giorno più splendente), soprattutto sapendo che Grant ha dichiarato di non essere mai stato un grande fan di questo personaggio!

In attesa della seconda stagione, consiglio di recuperare anche i primi due numeri di Strange adventures (Tom King, Mitch Gerads e Evan Shaner) che racconta le vicende di Adam Strange in lotta per difendere il proprio buon nome di paladino della giustizia, il quale viene spesso citato e appare addirittura nelle prime critiche fasi del viaggio di Jordan!

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